La scelta rispetto al proprio percorso formativo e alla carriera professionale che si vuole intraprendere è centrale per i giovani che vogliono mettere a frutto il proprio talento. Riuscire ad orientarsi in questa scelta è la vera sfida per i giovani e le loro famiglie, andando oltre gli stereotipi professionali e di genere: su questo aspetto si è concentrato il webinar "Orientarsi: uno sguardo verso il futuro", organizzato nell'ambito del progetto Obiettivo Bi Equal Job, che vede fra i partner del progetto anche l'Unione Industriale Biellese.
Dopo l'introduzione della consigliera di parità della Provincia di Biella, Ilaria Sala, e di Marta Maglioli, funzionaria Fondazione CR Biella, sono state proposte 4 interviste rappresentative di diversi modelli:
"Abbiamo individuato esempi positivi sul territorio rispetto all'andare oltre gli stereotipi di genere - ha spiegato Federica Collinetti, presidente Consorzio Sociale Il Filo da Tessere - e abbiamo constatato che c'è un divario di quasi 9 punti percentuali tra le ragazze e i ragazzi che si iscrivono all'università: rispetto ai laureati c'è invece una sostanziale equivalenza ma le differenze emergono sulla tipologia di studi scelti. Le ragazze, infatti, scelgono principalmente materie umanistiche, salute, welfare, educazione e sono molto poche quelle che scelgono materie STEM. Gli stereotipi possono influenzare la scelta sui percorsi di studio quindi la vita professionale".
Durante il webinar sono stati presentati anche i dati sulle differenze di genere sul mercato del lavoro biellese e sull'imprenditoria femminile elaborate dell'Osservatorio Territoriale del Biellese della Fondazione CRB.
Quali sono gli strumenti orientativi messi in campo?
Ci sono diverse iniziative che si rivolgono alle diverse fasce d'età, a partire dall'orientamento precoce rivolto ai bambini, per dare loro una prima visione sulla realtà lavorativa. Le video interviste sono un altro importante strumento per raccontare ruoli e profili presenti sul territorio attraverso vere testimonianze. "E' importante dare l'occasione ai giovani di esplorare - aggiunge Collinetti - di essere curiosi, di conoscere le professioni: solo così possono farsi un'idea sul proprio talento e su come può essere valorizzato e messo a disposizione del contesto lavorativo. Oltre alle competenze specifiche, è altrettanto importante considerare le soft skills".
Paola Merlino, responsabile Area Orientamento Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, ha illustrato un'indagine condotta sui bambini e bambine dell'ultimo anno della scuola Primaria in cui emerge già una visione sul ruolo in famiglia e sul lavoro influenzato dagli stereotipi di genere: idee che si riflettono in un forte divario rispetto ai mestieri scelti alla domanda "Cosa farai da grande?". Portare delle esperienze di lavoro ai ragazzi è fondamentale perché possano elaborare una scelta e nasce dal dialogo fra mondo dell'orientamento e mondo delle imprese. Se puntiamo ad una più ampia "Comunità educante" possiamo dare più risorse e più informazioni ai ragazzi perché possano scegliere in modo consapevole la loro strada".
Michele Marmo, presidente di AssociAnimazione Aps Nazionale, ha aggiunto: "La capacità dei giovani di trovare un proprio ruolo nella società dipende da come l'esperienza di crescita sia educativa: credo che il mondo degli adulti debba ampliare il campo di esperienza per i ragazzi, accompagnandoli poi nella rielaborazione del fare".
Guarda il video
Rivedi il webinar "Orientarsi: uno sguardo verso il futuro".
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