L’indagine congiunturale realizzata da Unione Industriale Biellese rispetto alle previsioni degli imprenditori sul quarto trimestre 2024 registra un lieve miglioramento rispetto al periodo precedente.
Ecco il saldo fra pessimisti e ottimisti dei principali indicatori sulle previsioni degli imprenditori biellesi dell'industria manifatturiera e del terziario per il quarto trimestre 2024:
Il commento di Paolo Barberis Canonico, vice presidente Uib
A commentare l’indagine è Paolo Barberis Canonico, presidente Uib: "Rispetto al trimestre precedente, la fine dell'anno coincide con un arresto del trend negativo che, nell'ultimo periodo, aveva registrato l'aumento del pessimismo nelle previsioni degli imprenditori. A fronte di una congiuntura ancora altamente complessa, variabile e negativa in particolare per alcuni settori della manifattura, il sentiment degli imprenditori è all'insegna della prudenza. Gli indici dei settori manifatturieri, infatti, sono complessivamente negativi a livello regionale e si riflettono a livello locale con il prevalere del pessimismo nelle previsioni del Biellese, dove l'economia è fortemente caratterizzata dalla manifattura tessile. Se, però, è vero che la congiuntura attuale registra un settore tessile che è in flessione, è altrettanto vero che il tessile ha vissuto due anni di espansione dopo la pandemia e che, in secoli di andamenti altalenanti, ha sviluppato la capacità degli imprenditori di reagire in modo proattivo alle crisi. Anche in questi periodi le nostre imprese hanno dimostrato di sapersi preparare a cogliere le opportunità di ripresa che si presenteranno".
Le parole di Andrea Amalberto, neo presidente di Confindustria Piemonte
"Una maggioranza più larga del solito delle imprese interpellate in questa indagine non si esprime, non sono né ottimiste, né pessimiste. Assumono in maniera ridotta e ricorrono limitatamente alla cassa integrazione, investono con ritmi più contenuti del solito. Prevale una prudente attesa, non tanto verso i contenuti della manovra economica, quanto verso uno scenario mai così instabile. Il voto americano alle porte è solo l’ultima variabile geopolitica, che si innesta su una twin transition che sta frenando a livello europeo e globale, colpendo anche i Paesi che sono i nostri principali partner. Tutto ciò non incide sulla competitività presente e futura delle nostre imprese, che già guardano al piano Industria 5.0 con interesse, così come dimostrato dalla crescita del settore ICT e dei servizi alle imprese. Uno sforzo che dovrebbe portare a una ripresa sia del mercato interno che dell’export verso i molti mercati dove il Piemonte è già presente, ma soprattutto laddove i margini di crescita non sono ancora stati completamente esplorati" commenta Andrea Amalberto, neo presidente di Confindustria Piemonte.