Lo stato dell'arte del settore tessile biellese è stato il protagonista dell'approfondimento che il Corriere di Torino ha dedicato, oggi, al territorio. A fornire la prospettiva del settore sono stati il presidente della Sezione Filature dell'Unione Industriale Biellese, Marco Bortolini, e il presidente della Sezione Lanifici Uib, Ettore Piacenza.
Le parole di Marco Bortolini, presidente Sezione Filature Uib
“Nel primo trimestre 2024 l’export biellese dei filati e delle fibre tessili, con un volume di quasi 225 milioni di euro, è calato del 13%. Anche a livello nazionale il trend continua ad essere negativo nei primi mesi del 2024. Ma bisogna ricordare che la manifattura, l’industria, resta comunque centrale come motore dell’economia e generatore di benessere diffuso. Lo abbiamo dimostrato quando, un anno fa, la produzione era in grande crescita. Arriviamo da due anni eccezionali e siamo consapevoli che i cicli economici oggi sono estremamente burrascosi e strettamente connessi alle variabili degli scenari geopolitici internazionali in rapido mutamento. Basti pensare al ruolo importante giocato dalla Cina e, più in generale, dall’Oriente, in cui sta emergendo una tendenza ad abbandonare i modelli occidentali per concentrarsi al loro interno, preferendo così anche le produzioni locali a discapito, ad esempio, del made in Italy. Tutti elementi che non aiutano la ripresa dei consumi internazionali, quindi l’aumento della produzione delle nostre imprese. Oggi possiamo sfruttare il momento per rinnovare l’offerta e prepararci ad affrontare la grande sfida che ci si presenterà con l’economia circolare".
Il commento di Ettore Piacenza, presidente Sezione Lanifici Uib
“Stiamo attraversando un periodo di assestamento, dopo una congiuntura altamente positiva che ha fatto seguito allo stop del periodo pandemico. Dall'analisi congiunturale di Sistema Moda Italia si stima che i primi nove mesi del 2024 si chiuderanno con una flessione del fatturato complessivo nazionale del settore tessile intorno al -6,2%. La maggior parte degli operatori (70%) ritiene che una ripresa del settore tessile non avverrà prima dell’inizio del 2025. E’ una prospettiva che condividiamo anche a livello locale. Va però detto che questi andamenti, per il settore tessile in particolare, sono ciclici e non ci spaventano perché hanno allenato negli anni le nostre imprese ad affrontarli”.