Si è svolto nei giorni scorsi il seminario di aggiornamento organizzato dall'Unione Industriale Biellese sulle novità introdotte dalla decisione UE che stabilisce le migliori tecniche disponibili per l'industria tessile.
In particolare, sono stati illustrati i diversi risvolti sulle imprese in conseguenza della Decisione della Commissione UE 2022/2508 che stabilisce le migliori tecniche disponibili (BAT) ai sensi della direttiva 2010/75/UE per l'industria tessile (TXT):
Le parole di Maurizio Mancini, presidente Sezione Nobilitazione e Tessile Tecnico
"La pubblicazione delle nuove BAT per l'industria tessile determina importanti ricadute sulle imprese anche dal punto di vista delle prospettive strategiche, non solo per le imprese direttamente coinvolte ma per tutta la filiera. Per questa ragione, come Uib, continuiamo ad agire facendo sistema con gli altri interlocutori per analizzare la questione ed elaborare possibili soluzioni. Un primo importante esempio riguarda la ricostituzione del Tavolo Sostenibilità e Ambiente a livello locale con la Provincia di Biella e, a livello nazionale, il perdurare delle azioni del Tavolo nazionale a cui Uib partecipa con altre associazioni territoriali, con Smi - Sistema Moda Italia e Arpa Lombardia".
L'interpretazione delle revisioni
Il primo tema che è stato affrontato nel corso del seminario e che sarà una questione prioritaria per i prossimi passi in questo ambito, è la definizione del limite di "capacità produttiva" citato nelle BAT e da cui dipende la necessità per un'impresa di essere o meno in regime di AIA.
Una interpretazione indica che per "capacità produttiva" si intende la capacità organizzativa, cioè le effettive risorse utilizzate per la produzione reale. Una diversa interpretazione, invece, considera la "capacità di targa", quindi il limite massimo potenzialmente raggiungibile. Fare chiarezza su questa interpretazione determina la necessità per un'impresa di dover avviare o meno la procedura tecnico-amministrativa dell'AIA, l'Autorizzazione Integrata Ambientale che comporta, dunque, una diversa gestione dell'impresa.
Come effettuare le rilevazioni
Un altro tema rilevante riguarda la variazione rispetto alle tempistiche del monitoraggio delle emissioni degli scarichi in acqua superficiale previste dalle nuove BAT. Da annuale, il monitoraggio diventa giornaliero: questa modifica a livello europeo va considerata in base alle norme del Testo Unico dell'Ambiente della normativa italiana, alla luce del quale tale modifica implica l'obbligo di comunicare ogni sforamento temporaneo del superamento dei limiti indicati, con il rischio di sanzioni anche penali reiterate.
Si tratta di una significativa differenza delle norme previste per gli scarichi in acqua rispetto a quanto avviene, per esempio, per le emissioni in atmosfera, per cui se lo scostamento viene comunicato nei tempi previsti dalla normativa, non comporta sanzioni ma l'impegno a rimediare alla situazione anomala celermente e sotto la supervisione e controllo dell'autorità competente.
Uib si farà dunque portatrice degli interessi delle imprese sostenendo l'adozione di soluzioni alternative che mantengano la ratio delle revisioni delle BAT a tutela dell'ambiente riportandole, però, alla fattibilità nel rispetto della normativa italiana. Fra le soluzioni percorribili, ad esempio, sarebbe possibile applicare alle emissioni in acqua gli stessi criteri adottati per quelle in atmosfera, oppure mantenere un monitoraggio giornaliero delle emissioni ma considerare, ai fini degli obblighi di comunicazione e controllo, una ponderata ed effettiva media mensile.
Le tempistiche
Infine, un utlimo aspetto sottolineato nel corso del seminario riguarda l'orizzonte temporale che le imprese devono considerare.
Da un lato, ci sono le tempistiche di adeguamento alle nuove BAT pubblicate nel dicembre 2022 e che, quindi, definiscono al 2026 il termine entro cui le imprese devono adeguarsi alle nuove indicazioni.
Dall'altro, inoltre, vanno considerate le prospettive in vista delle prossime revisioni delle BAT, nella consapevolezza che il coinvolgimento da parte delle imprese nella fase preparatoria alle revisioni sia cruciale per evitare spiacevoli ricadute.