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Comunicato Stampa - 05/09/2019

"Attraverso la cruna dell'ago. Il racconto del filo tra impresa, antropologia e arte contemporanea"

Incontro venerdý 13 settembre a Palazzo Gromo Losa. Con Carlo Piacenza

La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, in occasione della mostra “Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero e Michelangelo Pistoletto”, promuove un calendario di incontri e iniziative di approfondimento sui temi proposti dall’esposizione che prevede interventi di personalità del mondo della cultura e dell'impresa, ma anche laboratori didattici per le scuole e una rassegna cinematografica in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Venerdì 13 settembre 2019 alle ore 21.00 si terrà l’incontro intitolato “Attraverso la cruna dell'ago. Il racconto del filo tra impresa, antropologia e arte contemporanea”. Con la moderazione della giornalista e direttrice del Festival della Mente di Sarzana Benedetta Marietti e l’introduzione di Franco Ferraris, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, l’appuntamento vedrà ospite Piercarlo Grimaldi noto antropologo e accademico, già rettore e professore presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), il quale interverrà per discutere del profondo legame tra cultura e arte della lana.


“Da quando, all’intorno di cinquantamila anni fa, è stato infilato il primo ago, – spiega il Professor Piercarlo Grimaldi il filo è alla base di una grammatica e di una sintassi d’umanità non riscontrabile in altri oggetti che rappresentano il percorso mitologico e storico del mondo. Il filo è la metafora letteraria, sociale e culturale del farsi e del disfarsi della vita così come interpreta la simbolica sintesi di tanti processi produttivi. Una gugliata è una sostantiva proposizione che parte da un nodo per terminare con un altro nodo e il punto è parte di una sistemica ritmicità logica e affettiva che allude al processo evolutivo dell’uomo.
Se le cose stanno così, in un filo che attraversa la cruna dell’ago si possono individuare le più profonde, simboliche ragioni per identificare nella storia laniera di Biella i tratti costitutivi per riconoscerla Città creativa Unesco”.


La candidatura di Biella come Città creativa Unesco per la maestria e la creatività in campo tessile si è rivelata un percorso molto articolato che ha portato la città laniera, espressione della candidatura dell'intero Piemonte, a superare il primo step di valutazione e a ricevere l'approvazione del dossier da parte della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. “La lana e la capacità di trasformarla in stoffe pregiate, apprezzate in tutto il mondo, sono alla base della cultura e della storia del Biellese – commenta Franco Ferraris Oggi, grazie alla collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e con il Prof. Grimaldi, abbiamo avviato una riflessione importante su questo tema ricchissimo di contenuti.
Grazie ai tanti partner uniti nel progetto di candidatura della città di Biella al network Unesco (UIB, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Comune di Biella e molti altri) la riflessione sta coinvolgendo tutto il territorio. Sono certo che sarà il primo passo per immaginare un Biellese rinnovato e sempre più vitale”.


Altri prestigiosi protagonisti parteciperanno all’incontro e proporranno interventi di rilievo sul tema del rapporto tra arte, imprenditoria e committenza, che viene anche ripreso dalla mostra.
“La cultura di impresa è un patrimonio che, soprattutto in territori come il nostro, viene tramandato di generazione in generazione sia all’interno dell’azienda che all’interno della famiglia – sostiene Carlo Piacenza, Presidente dell’Unione Industriale Biellese – È un sapere diffuso fatto di valori e conoscenze che si fonda sull’esempio: a casa come in fabbrica, io per primo posso dire di aver imparato molto da mio padre e da mio nonno e spero di essere riuscito a tramandare quei valori anche ai miei figli. Le imprese di famiglia sono molto diffuse nel distretto e ne rappresentano un tratto distintivo, oltre che un ulteriore elemento di continuità nella valorizzazione e nella tutela dell’eredità culturale imprenditoriale biellese, improntata all’etica e al rispetto del territorio”.


Dal mondo dell’arte contemporanea due importanti personalità daranno il proprio contributo con una riflessione sulla sostenibilità – tema ormai imprescindibile per la salvaguardia del nostro pianeta – e sui tessuti nella storia dell’arte.
“Il vestito è la nostra seconda pelle, nasce dalla terra, dalle piante, dagli animali e dall'industria chimica. – dichiara Paolo Naldini, Direttore di Cittadellarte – Questa seconda pelle ci ricopre, ci protegge, ma anche racconta chi siamo. Come gli aruspici leggevano il futuro nelle viscere degli uccelli, la nostra seconda pelle può svelarci quanto si prepara per noi. E come l'epidermide è l'organo più esteso del corpo umano, la nostra seconda pelle, l'industria e la filiera tessile hanno un impatto immenso sul pianeta. Sta a noi oggi saper leggere la nostra pelle e mettere in atto quanto necessario per salvarla, la seconda ma anche la prima”.


"Sin dai tempi delle avanguardie, lane e tessuti s'intrecciano con l'arte contemporanea influenzandone profondamente la poetica – racconta Alberto Fiz, curatore della mostra “Padre e figlio” – Basti pensare ai panciotti di Giacomo Balla o agli arazzi di Alighiero Boetti. Ma anche alle scritture su stoffa di Maria Lai o alla Mela reintegrata di Michelangelo Pistoletto collocata in permanenza a Milano presso Ermenegildo Zegna Headquarters. Una sfida che si protrae nel tempo attraverso la cruna dell'ago".


Gli incontri si inseriscono nell’ambito dell’ampio calendario culturale che correda la mostra Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero e Michelangelo Pistoletto, curata da Alberto Fiz e realizzata da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Fondazione Zegna. Il percorso espositivo coinvolge tre sedi del territorio biellese - Palazzo Gromo Losa e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto a Biella e Casa Zegna a Trivero – e pone in dialogo la produzione artistica di Michelangelo Pistoletto con quella del padre Ettore Pistoletto Olivero, alla riscoperta di un incontro tra generazioni in cui è possibile “lasciare un’eredità ai padri” (Michelangelo Pistoletto).